Storia del fondatore della Sezione

Il Cav. Igino Facchetti nasce a Roverchiara il 9 febbraio 1920 da Mario e Silvia.

Il 16 marzo 1940 è chiamato alle armi. Dopo poche settimane di addestramento nella 11^ compagnia cannoni del 232° Reggimento di fanteria da montagna della Divisione Brennero, arriva l’ordine di posizionarsi sul Moncenisio perché sembra che si debba fare guerra alla Francia.  

Ma dopo pochi giorni, arriva l’ordine di spostarsi in Albania per la guerra contro la Grecia.

I greci hanno sfondato il fronte e servono rinforzi.  Il giorno di natale del 1940 il Reggimento parte in nave da Bari, arriva dopo una traversata notturna a Durazzo….

Poi zona di guerra in località LECHBUSKAJ, dove i greci avevano sfondato il fronte.

La guerra è una guerra di posizione, offensive e controffensive, con il fronte che non avanza. I greci sono ben organizzati con l’artiglieria posizionata sui monti, che martella le posizioni a valle del nostro esercito.  

Vede morire colpiti da una granata di artiglieria nemica, alcuni commilitoni, solo qualche secondo prima dello scoppio era con loro vicino al cannone che verrà distrutto. Un giorno comandato a recuperare ordini nelle retrovie, vede una distesa di soldati italiani morti i cui corpi erano stati recuperati per la sepoltura.  Paura, violenza, fame, freddo...

Gino è colpito dalla malaria, si salva, ma la malaria resterà per molti anni sotto traccia nel suo corpo.  

Finalmente il fronte si apre e dopo una lunga marcia con i muli, giunge ad Atene dove svolge funzioni di presidio.

Nel frattempo viene emanato un concorso per carabinieri…     

Il 28 gennaio 1943 parte da Atene per Roma dove frequenta il corso. 

L’8 marzo è alla legione carabinieri di Verona dove si sta organizzando un gruppo destinato a Trieste e Gorizia per la custodia dei campi riservati ai militari che tornano dal fronte e devono trascorrere la quarantena, per le malattie contratte dai soldati sui vari fronti.

Il campo dove svolge il suo servizio è a Muggia, vicino a Trieste

La dura vita di guerra gli riserva una cattiva sorpresa: una bronco polmonite acuta che lascerà segni nei suoi polmoni.

Viene ricoverato all’ospedale militare di Trieste, febbre alta, inappetenza, debolezza fisica…  se non fosse stato per una suorina che lo imboccava con qualche cucchiaio di brodo o di latte, sarebbe morto. 

Ma il fisico è quello del combattente italiano….  Vince la malattia, il 31 luglio 1943 è mandato per 40 giorni in convalescenza. Poco prima della scadenza dei 40 giorni si reca al comando di Gorizia per prendere servizio, ma è destinato a Verona. 

Siamo all’8 settembre del 43 e giorni immediatamente successivi, giorni di caos completo, i tedeschi circondano le caserme e portano in Germania migliaia di soldati italiani nei campi di lavoro e di sterminio.  Gino è in viaggio per Verona.  Alla stazione di Mestre c’è grande confusione.

Il treno per Verona si ferma più volte, si dice che a Vicenza ci sono i tedeschi…. molti soldati abbandonano il treno; nei casolari di campagna chiedono vestiti civili per non essere individuati e arrestati dalle truppe tedesche e tornano a casa a piedi.

Anche Gino si fa aiutare da una famiglia vicino alla stazione di Padova che gli fornisce una giacca e un paio di pantaloni, ma le scarpe erano militari. 

La mattina seguente con molta paura e circospezione entra in stazione, incontra un ferroviere che lo aiuta a salire tra i macchinisti di un treno merci diretto a Verona.  A S. Bonifacio il treno rallenta, il nonno scende dal treno e riesce a trovare un camion che doveva caricare le barbabietole a Ronco all’Adige. 

Ad Albaredo scende, ha paura ad attraversare il ponte, trova un barcaiolo che gli fa attraversare l’Adige.  A Tombazosana una famiglia gli presta una bicicletta e finalmente la sera del 10 settembre arriva a casa.   La confusione è totale, tutti fuggono, tutti si nascondono, si teme di essere catturati e deportati in Germania…

Quando la situazione pare più calma, il nonno rientra al comando di Verona e riprende il servizio di carabiniere.     

La sua destinazione di carabiniere è San Bonifacio, poi a Mezzane infine a Malcesine.

A casa, la famiglia numerosa, ha bisogno di braccia per il lavoro dei campi e il 12 novembre del 1945, terminato il periodo stabilito dal concorso a carabiniere, pur invitato a frequentare il corso per sottufficiali dell’arma a Firenze, torna a Isola Rizza per sostenere la famiglia.  

Nel periodo di servizio a S. Bonifacio, il nonno Gino incontra Norma che diventerà la sua sposa.

Gli viene consegnata la CROCE DI GUERRA, è riconosciuto invalido di guerra.

Resta in contatto con le varie associazioni combattentistiche che promuovevano appositi corsi di formazione per reinserire al lavoro gli ex combattenti e mutilati e invalidi di guerra.

Da qui la partecipazione al concorso di vigile urbano al Comune di Zevio, presso il quale presterà servizio fino al 1978, anno del suo collocamento a riposo in base alla legge 336 a favore dei combattenti e invalidi di guerra.

Nel corso del servizio presso il Comune di Zevio lo vediamo presente nel servizio di vigilanza e alle varie manifestazioni come la mostra della mela, la sagra di Santa Toscana.

Nel 1961 in accordo con l’allora comandante la Stazione Carabinieri di Zevio, Maresciallo Lo Presti, fonda in Zevio la Sezione dei carabinieri in congedo e ne è Presidente per tanti anni.

Ricostruisce le sezioni combattenti del territorio, promuove le annuali gite al Sacrario del Baldo; con altri si attiva per far arrivare i due cannoni che ancora oggi sono ai lati della fontana nel parco della rimembranza.  Viene eletto membro del Direttivo Provinciale della Associazione Nazionale Combattenti e Reduci.  E’ tutt’ora presidente onorario della sezione combattenti di Zevio.

Come invalido di guerra, per molti anni, si occupa attivamente nella Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di guerra di Verona, quale membro del direttivo provinciale.  

Nel 1990 riceve dall’allora Presidente Francesco Cossiga, l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica.  

 

Nel giorno del suo 100° Compleanno (9 febbraio 2020) il Cav. Gino e la sua famiglia ringraziano la qualificata rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri, presenti alla Festa del suo Compleanno:

Grazie al sig.  Colonnello Pietro Carrozza, comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri.

Grazie al Tenente Ciro Talotti, Vice Comandante della Compagnia Carabinieri di S. Bonifacio.

Grazie al M.llo Antonio Bucci, Comandante la Stazione dei Carabinieri di Zevio.

Grazie al C.re Roberto (Loris) Perbellini, Coordinatore Provinciale della Associazione Nazionale Carabinieri, nonché Presidente della Sezione ANC di Zevio.

Il Cav. Igino Facchetti è venuto a mancare in data 14.11.2023